L’Antica Focacceria San Francesco… un angolo di Sicilia coraggiosa a Milano

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Qualche tempo fa davanti ad un calice di vino, si parlava con il mio amico Enzo di belle storie da raccontare, quelle che piacciono a me. Ad un tratto mi disse: Conosci l’Antica Focacceria San Francesco?

Mio malgrado dovetti ammettere di no…  Lui prontamente mi rispose che era una storia per me. Con Enzo ci si racconta spesso, lui sa bene quanto io mi appassioni alle persone che combattono per i propri ideali, per la propria libertà, per le proprie passioni! Ebbene, neanche a farlo apposta, qualche sera dopo mi capitò l’occasione per rimediare, e come dico io… pronti via!

La sala al mio ingresso era gremita di persone. Dopo i saluti preliminari mi guardai un po’ attorno fermando il mio sguardo sulle prelibatezze tipiche esposte. Notò il mio interesse Giovanni, gentile direttore di sala che si offrì di accompagnarmi nella visita del locale.  Inconsapevole a cosa andava incontro fu sottoposto alle mie consuete mille domande. Devo dire che riuscì a soddisfare quasi completamente la mia curiosità. Dico quasi, perché alcune le rivolsi direttamente al titolare, Vincenzo Conticello.

Gli chiesi il significato dell’emblema posto al centro dell’ingresso nella sede di Palermo. Mi spiegò che rappresentava un polmone, l’ingrediente cardine utilizzato per guarnire il pan focaccia, che diversamente da come lo intendiamo noi, trattassi di pane farcito che prende il nome di  “focaccia schietta o maritata”.  Fu inventata nel 1851 dall’antica focacceria “maritando” la focaccia schietta (ricotta, caciocavallo e strutto), con milza e polmone di vitello affettati.

Dovete sapere che l’Antica Focacceria San Francesco è nata nel quartiere “Calza” di Palermo, sede strategica degli affari mafiosi. Parliamo del secondo locale più antico d’Italia nato nel 1834.  Questa collocazione diede adito a minacce che negli anni furono disattese grazie alla determinata volontà della famiglia Conticello. La situazione cambiò quando le richieste del pizzo si concretizzarono formalmente nel 2005 attraverso un tentativo di estorsione. La fermezza nel non cedere al ricatto portò ad una denuncia e alla messa in esecuzione di un’operazione che si concluse con lo smantellamento dell’organizzazione malavitosa, e ad un processo per direttissima.

Normale conseguenza fu una vita controllata sotto scorta. Me ne resi conto quando scendendo nella mia visita al piano di sotto, mi sentii vigilata in modo a me inconsueto. Capii più tardi chiacchierando con Vincenzo, che per lui e per  la sua famiglia la vita era ormai cambiata. Mi venne spontaneo chiedergli se era mai stato tentato di arrendersi alle circostanze. Tirando fuori dalla tasca un proiettile mi rispose che non avrebbe mai tradito chi prima di lui ha combattuto per la libertà. L’Antica Focacceria San Francesco si è prefissata grandi sfide…  Per il 2015 prevede di aprire ben venticinque sedi in Europa e nel resto del mondo.

Io sostengo convinta che tradire i propri ideali è come tradire se stessi. Non è sempre facile percorrere il cammino più tortuoso,  ma una volta aperto il varco gli orizzonti cambiano, e le strade da percorrere si moltiplicano…

                  “Pagare una volta significa diventare schiavi per sempre”        

Cosi’ Vincenzo Conticello ha detto no al pizzo…

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One thought on “L’Antica Focacceria San Francesco… un angolo di Sicilia coraggiosa a Milano

  1. Commenti alla pubblicazione riportata su Facebook

    Dorina Ape Furibonda:
    Si Cinzia, è vero, sai, il ragazzo di mia figlia è siciliano e, lui, impazzisce per i panini con la MILZAAA. Anche in toscana usano (ora un po’ meno) preparare i crostini con la milza, li ho assaggiati, ti posso dire che sono ottimi al gusto, ma… se ci penso… non li mangio!

    Annalisa Pulita:
    ‎…e brava Cinzietta, mi hai fatto tornare in mente dei sapori della mia infanzia, avevo dei vicini di casa siciliani che preparavano questi panini con il polmone finemente tritato cotto con lo strutto e con abbondante parmigiano, una delizia… quanto alla storia purtroppo penso ci sia ancora troppa omertà quindi è un bene far conoscere i coraggiosi… nella speranza che si inneschi un processo di emulazione…